• AdVANTgARDE - Innesti post mediali


    Audrey Coianiz · Pasquale Fameli

    Audio di Bart Sailer

    Palazzo Re Enzo · Bologna

    ROBOT 06  ·  5 ottobre 2013

    Un evento col Patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Bologna, del Comune di Bologna e la collaborazione di Italian Art Promotion

    Nei cicli di ricambio culturale di ogni epoca la tecnologia gioca un ruolo dominante. La rapidità dell’obsolescenza dei supporti, caratteristica dell’ultimo mezzo secolo, fa sì che i dispositivi di conservazione e archiviazione vengano riconfigurati e riconvertiti in dispositivi sempre più aggiornati, rispettando parole-chiave del nostro tempo quali “compatibilità”, “universalità” e “diffusione”. Marshall McLuhan ci insegna, del resto, che i media non si susseguono l’uno all’altro, ma si complicano l’uno con l’altro, generando così un continuum ibrido di trasformazioni mediali che non lascia spazio a segmentazioni troppo nette e circoscritte. Il passaggio dal cinema al video, così come quello dall’analogico al digitale, ha generato “innesti” tecnologici non privi di forti ripercussioni sulle ricerche artistiche. È da queste premesse, infatti, che sembra prendere le mosse quella condizione, attualissima, che Rosalind Krauss ha definito postmediale, una condizione che comporta la perdita dello specifico artistico e un utilizzo impuro dei diversi mezzi a disposizione dell’operatore estetico, rinvenibile soprattutto nel livellante cortocircuito venutosi a scatenare tra mezzi artistici e mezzi quotidiani. Alla luce di queste riflessioni, il progetto AVANTgARDE intende costruire un percorso a tappe per rivisitare importanti pezzi del cinema delle Avanguardie storiche filtrandoli attraverso i più attuali dispositivi neo-mediali, con interventi di live painting dai grumosi impasti materici e dai nervosi accumuli segnici dati in tempo reale e debitori di certa gestualità informale, con disturbanti decostruzioni di codifica digitale attuate attraverso tecniche glitch, e con sonorizzazioni elettroniche dal vivo, in un poligenetico e collassante mash-up

    >> IL VIDEO <<

    di tecniche e supporti. Unire le esperienze della pittura e del disegno in tempo reale con processi di elaborazione digitale permette di compiere una sintesi di più momenti creativi in una performance dinamica che cerca nella simultaneità delle tre improvvisazioni una possibile interazione tra la memoria del video e il divenire della creazione diretta, portando al centro del live sia il lavoro manuale sia il procedimento tecnologico. La necessità di conservare e trasmettere la memoria delle diverse epoche attraverso la preservazione delle sue istanze estetiche più rappresentative passa ora per operazioni di traduzione e conversione di formati immagine, audio e video, pronti non solo a una circolazione virale e rizomatica nella rete, ma anche e soprattutto a essere sottoposti a processi di postproduzione da parte di utenti e amatori più o meno esperti (i cosiddetti prosumer) per una situazione che, parafrasando Guido Bartorelli, potremmo definire quella di “un’arte alla prova della creatività amatoriale”. Lo spirito del progetto è votato a una ridefinizione estetica e a una riproposizione diffusa degli esperimenti avanguardistici del primo Novecento nella consapevolezza che la cultura attuale è sempre più soltanto una cultura del sampling e del remix, concetti che, pur essendo strettamente legati all’ambito musicale, sono estensibili a descrivere un atteggiamento tipico di tutte le forme espressive del nostro tempo.

    basmati.it

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