• Forme nascoste


    Adele Canetti Lazzeri

    Palazzo D'Accursio · Bologna

    20  >  29 novembre 2013

    a cura di Patrizia Dughero

    e Francesca Cucinotta

    Un evento promosso da Italian Art Promotion e col Patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Bologna, del Comune di Bologna

    Nella grotta che doveva simboleggiare il grembo della "Dea Madre" la gente di Gargas, portava il proprio vivere quotidiano, le proprie speranze, la propria cultura. Il popolo dei cacciatori attraverso l'impronta della mano lasciava la propria identità nel grembo della vita, ricreando con ciò il legame continuo ed indissolubile con la Dea generatrice che la vita aveva creato e donato loro. In quelle immagini di mani era rinchiusa anche una concezione universale del ciclo dell'esistenza e dei meccanismi vitali che la regolavano. La mano diventata così simbolo completo, totale, permettendoci di chiudere un cerchio: è questo cerchio che Adele con tanta tenacia e curiosità nasconde nelle sue forme evolute, erosive, incisive, a scorticare una realtà che attraverso l’ impronta archetipale vuol far luce sulla conoscenza e catturare il nero dell’esistenza e il suo mistero?

    Patrizia Dughero

    “L’operato di Adele, la ripetizione dell’unico soggetto da lei scelto, le mani, suscitano grande curiosità in chi vi si imbatte e impongono una riflessione duplice, o meglio, orientata su due livelli: certamente, sui motivi che sottendono tale scelta da parte di una così giovane artista - anche se ciò equivarrebbe al chiedere di svelare un meccanismo inconscio e di conseguenza istintivo, spontaneo - ma soprattutto sulle ragioni per cui il soggetto stimoli in noi un tale coinvolgimento, sino all’imporsi di una domanda sul ruolo e sul significato che quelle mani assumono nel quotidiano di chi guarda. Innanzi tutto il tema introduce il concetto di manualità, dell’agire mediante le mani, per giungere infine a quello di creazione. Per mezzo di esse infatti l’uomo sperimenta la propria capacità creativa, diventa consapevole della sua operatività, che distingue l’uomo dall’animale.”

    Francesca Cucinotta

    adelelazzeri.it

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