• Danza a Palazzo


    Susanna de Paolis

    Palazzo Gnudi · Bologna

    20  >  30 novembre 2011

    a cura di Diletta Iacuaniello

    Un evento promosso da Italian Art Promotion col patrocinio dell'Istituto Europeo Pegaso

    Da sempre pittura e fotografia si rincorrono. E poco importa se in questa rincorsa prevalga l’abilità dei procedimenti manuali o il fascino di quelli meccanici. In entrambi i casi si tratta dell’eterna ricerca, perseguita nell’ambito delle arti visive, rivolta ad agguantare la realtà o, di contro, ad allontanarsene. Il lavoro di Susanna de Paolis si colloca in una zona franca di questa ricerca, laddove a ciascuno dei due mezzi, pittura e fotografia, sono affidati di volta in volta ruoli differenti. Questo gioco tra le parti ci conduce in un universo fatto di tracce, indizi, segnali che svelano il senso di questa rincorsa. Il gesto pittorico ricalca e assorbe quello fotografico; a sua volta la pellicola elaborata in digitale invade prepotentemente la scena, conquistando a volte il ruolo di protagonista. Attraverso questa continua tensione tra i due mezzi, la rincorsa assume la forma di una danza espressiva, fatta di forme, luci, ma soprattutto colori. L’energia propulsiva del colore che si sprigiona nelle opere di Susanna de Paolis assume la forma di una moltitudine di corpi danzanti. È il colore che si fa corpo; il colore che rivela una traccia, ma soprattutto che diventa superficie tattile. O ancora, patterns, sequenze e ripetizioni disseminate qua e là ci proiettano in una dimensione dinamica, laddove la luce, saturata all’estremo, si trasforma in movimento. Il dinamismo che traspare dalle opere in mostra svela in realtà una forma di pittura sequenziale, quasi il riflesso di una pulsione inconscia volta ad evocare i fotogrammi di cui si compone l’immagine filmica, emblema della magia del movimento conferito alle immagini per via meccanica o elettronica. Infine, il rapporto con l’universo testuale, mai didascalico, bensì orientato anch’esso alla ricerca di un movimento, una direzione, una prospettiva, offre una compensazione, ma soprattutto aiuta a rivelare la tensione propulsiva verso quell’equilibrio dinamico che dà la spinta all’intero corpus visivo delle opere della de Paolis. 

    Paolo Granata

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